
Bollicine protagoniste: perché il mercato degli spumanti è l’opportunità da cogliere nel 2025
Giugno 18, 2025Il settore vitivinicolo toscano si trova di fronte a un cambiamento significativo: la denominazione Toscana IGT consente ora la produzione di vini spumanti. Questa modifica rappresenta una svolta attesa da anni dal settore e offre alle cantine nuove prospettive per ampliare la propria gamma con spumanti Toscana IGT realizzati sia con Metodo Martinotti sia con Metodo Classico.
In questo approfondimento vedremo le principali novità introdotte dal nuovo disciplinare, i dati aggiornati del mercato, i vitigni ammessi e le tempistiche previste per l’entrata in vigore. Vedremo inoltre come Enotech Group supporti le aziende vinicole toscane grazie a un servizio di spumantizzazione mobile pensato per operare direttamente in cantina.
Toscana IGT e spumanti: cosa cambia con la revisione del disciplinare
Il nuovo disciplinare introduce le categorie “Vino Spumante” e “Vino Spumante di qualità”, ma la spumantizzazione dovrà avvenire interamente all’interno del territorio toscano previsto dal disciplinare.
La Toscana evolve la propria tradizione enologica attraverso l’aggiornamento del disciplinare della Toscana IGT. Il Comitato Nazionale Vini del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha approvato la possibilità di produrre vini spumanti all’interno della denominazione.
Un’altra modifica riguarda la denominazione territoriale: viene abbandonata la doppia dicitura “Toscano” o “Toscana” a favore del solo termine “Toscana”. Le etichette dovranno quindi riportare in sequenza la geografica “Toscana”, la categoria del vino e, facoltativamente, la tipologia o il vitigno impiegato.
Consulta la documentazione ufficiale del MASAF relativa alla modifica del disciplinare
Un’occasione preziosa per l’intero comparto vitivinicolo regionale, che amplia le possibilità di espressione delle produzioni toscane, finora legate soprattutto a tipologie classiche.
Vino spumante e spumante di qualità: le nuove categorie
Le due nuove categorie sono disponibili nelle versioni bianco e rosato, realizzabili sia con il Metodo Martinotti/Charmat sia con il Metodo Classico:
- Spumante bianco Metodo Martinotti
- Spumante rosato Metodo Martinotti
- Spumante bianco Metodo Classico
- Spumante rosato Metodo Classico
Nel Metodo Martinotti la presa di spuma avviene tramite fermentazione naturale in autoclave; nel Metodo Classico la rifermentazione avviene in bottiglia, con un affinamento minimo di 18 mesi sui lieviti prima della sboccatura.
Il testo completo del disciplinare consolidato è disponibile sul sito ufficiale MASAF
Toscana IGT: quali vitigni sono ammessi?
Qualora sia riportata l’indicazione del vitigno, almeno l’85% del vino spumante deve provenire da quella varietà. Tra i vitigni ammessi: Sangiovese, Vermentino, Trebbiano Toscano, Chardonnay, Pinot Nero, Ansonica, Fiano, Malvasia Bianca Lunga, Sauvignon, Riesling Italico, Vernaccia, Viognier e Ciliegiolo.
Dove deve avvenire la spumantizzazione per ottenere la denominazione Toscana IGT
Il nuovo disciplinare non stabilisce solo quali spumanti si possono produrre, ma anche dove devono avvenire le operazioni: per le categorie “vino spumante” e “vino spumante di qualità”, presa di spuma in autoclave, rifermentazione in bottiglia e sboccatura sono vincolate al territorio di produzione, ovvero all’intera regione Toscana (con possibilità di operare anche nei comuni limitrofi).
Il requisito territoriale è riportato all’articolo 5.7 del disciplinare consolidato MASAF
Non basta coltivare le uve e produrre il vino base in Toscana: anche la presa di spuma deve avvenire nell’area prevista dal disciplinare. Ed è proprio questo a rendere interessante il modello della spumantizzazione direttamente in cantina.
Una nuova opportunità per le cantine toscane
Le bollicine stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella diversificazione dell’offerta vinicola, non più solo nelle grandi denominazioni storicamente associate allo spumante: sempre più cantine sperimentano nuove interpretazioni del Metodo Martinotti e del Metodo Classico.
Secondo i dati ONAV relativi alla campagna 2023-2024, in Toscana sono state prodotte 12.223.528 bottiglie di spumante: un volume ancora contenuto rispetto alle principali aree spumantistiche italiane, ma sufficiente a testimoniare un comparto già avviato.
La Regione Toscana ha inoltre sostenuto progetti di sperimentazione, come quello della Cantina Sociale Colli Fiorentini, che ha prodotto spumanti anche da uve Sangiovese con Metodo Charmat.
I numeri della Toscana IGT
Nel 2025, secondo i dati del Consorzio Vino Toscana:
- 14.686 ettari di vigneto rivendicati
- 649.053 ettolitri di produzione certificata
- circa 83 milioni di bottiglie commercializzate
- circa 405 milioni di euro di valore della produzione
Il dato segna una flessione del 21,1% rispetto al 2024 (anno record, oltre 820.000 ettolitri), da leggere nel contesto di un anno particolarmente produttivo e non come un ridimensionamento strutturale della denominazione.
Le prospettive per le bollicine toscane
Le stime presentate durante la revisione indicano un potenziale tra 1 e 1,5 milioni di bottiglie per il Metodo Martinotti e tra 500.000 e 1 milione per il Metodo Classico. Nel 2024 la Toscana IGT ha prodotto circa 89 milioni di bottiglie (media quinquennale intorno a 91 milioni), con circa il 69% destinato all’export.
Quando entrerà in vigore il nuovo disciplinare
Le tappe principali dell’iter approvativo:
- 2 dicembre 2024 – parere favorevole della Giunta regionale toscana
- 17 marzo 2026 – via libera del Comitato Nazionale Vini del MASAF
- Aprile 2026 – pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
- 17 giugno 2026 – trasmissione della domanda di approvazione alla Commissione europea
Consulta la documentazione MASAF relativa alla proposta di modifica
Spumantizzare in cantina: la soluzione ENO6.0
La produzione di spumante Toscana IGT deve svolgersi interamente sul territorio regionale, inclusa la spumantizzazione. Per una cantina questo significa poter lanciare una nuova etichetta senza dover investire in un impianto fisso, spostando l’attrezzatura dove si trova il vino.
È questa l’idea alla base di ENO6.0, il sistema Enotech per la spumantizzazione mobile con Metodo Martinotti/Charmat: la presa di spuma avviene direttamente in cantina, nel rispetto dei confini indicati dal disciplinare.





